Costi e commissioni del trading di criptovalute
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Costi & commissioni nel trading di criptovalute
Se vuoi iniziare a fare trading di criptovalute, devi sapere esattamente quali costi dovrai sostenere. Il trading non è gratuito e non lo sarà mai. Se non paghi commissioni o costi, pagherai in un altro modo. Questa guida illustra tutti i costi, le commissioni e gli altri oneri legati al trading di criptovalute.

Commissioni di trading
I costi più evidenti del trading di criptovalute sono le commissioni di trading, applicate sia all’apertura sia alla chiusura delle posizioni. Ci sono però diversi fattori da tenere in considerazione.
Per quanto riguarda le commissioni, è importante conoscere la differenza tra ordini maker e taker. Le commissioni maker si applicano agli ordini che aggiungono liquidità al book degli ordini limite. Questi ordini sono anche chiamati «ordini limite». Gli ordini taker, invece, vengono eseguiti immediatamente al prezzo di mercato corrente e sottraggono liquidità al book. Sono noti anche come «ordini a mercato». Per saperne di più, leggi la nostra guida maker vs taker.
Per cominciare, è necessario distinguere tra le commissioni di trading spot e quelle sui futures.
Commissioni di trading spot
In genere, le commissioni sul trading spot sono le più alte. Nel settore crypto, la commissione standard per il trading spot è dello 0,1% per i maker e dello 0,1% per i taker. Anche exchange come Binance, Bitget, Bybit e KuCoin applicano questa struttura tariffaria.
Commissioni sul trading spot e sul margine
Se fai trading spot e vuoi operare a margine, puoi prendere in prestito criptovalute da exchange come Binance o Bybit. Sulla somma presa in prestito si applica un tasso d’interesse. La maggior parte degli exchange di criptovalute offre il trading a margine con una leva fino a 10x sul capitale. Le commissioni sul trading a margine variano da un exchange all’altro e da una criptovaluta all’altra.
Commissioni sul trading di futures
I futures crypto sono prodotti derivati che rappresentano un asset sottostante sotto forma di contratto. Chi opera sul mercato dei futures non possiede effettivamente le monete: acquista un contratto che replica il prezzo della moneta o dell’asset.
Le commissioni sui futures sono molto più basse rispetto a quelle sul trading spot, grazie all’uso della leva finanziaria. Per questo motivo, chi fa day trading o scalping sulle criptovalute dovrebbe valutare di operare sul mercato dei futures.
La commissione standard del settore per il trading di futures crypto è pari a 0,02% maker e 0,06% taker. Non è una tariffa particolarmente alta, ma nemmeno bassa. In effetti, molti exchange di criptovalute hanno iniziato a ridurre le commissioni taker.
Commissioni di funding sui futures
La commissione di funding viene scambiata tra le posizioni long (acquisto) e short (vendita) attive sui futures. È stata introdotta per allineare il prezzo del contratto futures a quello spot. Se Bitcoin costa meno sul mercato spot che su quello dei futures, la commissione di funding sarà negativa e incentiverà a chiudere le posizioni long o ad aprire quelle short. Di norma, le commissioni di funding si collocano tra -0,01% e +0,01%. In condizioni di mercato estreme, tuttavia, possono oscillare.
- Quando la commissione di funding è positiva, chi ha posizioni long paga chi ha posizioni short.
- Quando la commissione di funding è negativa, chi ha posizioni short paga chi ha posizioni long.
Spread
Lo spread tra il prezzo bid e il prezzo ask è un fattore spesso trascurato quando si valutano i costi del trading di criptovalute.
Nel trading crypto, il bid indica il prezzo più alto che un acquirente è disposto a pagare, mentre l’ask è il prezzo più basso che un venditore è disposto ad accettare. La differenza tra i due è detta spread.
I market maker puntano a realizzare un profitto acquistando al prezzo bid e vendendo al prezzo ask. Questa attività è nota anche come fornitura di liquidità.
Vediamo un esempio. Nel book degli ordini dei futures su Bitcoin del novembre 2023, l’ask era pari a 36.606,1 $ e il bid a 36.606,0 $. La differenza tra i due valori, cioè lo spread, è di 10 centesimi. Ciò significa che per ogni contratto Bitcoin acquistato si paga un sovrapprezzo di 0,10 $. È una cifra molto contenuta, ma su altri exchange di criptovalute gli spread possono essere molto più alti. Controlla sempre il book degli ordini dell’exchange su cui intendi fare trading.

Slippage
Quando si apre o si chiude una posizione con un ordine a mercato, può verificarsi slippage. La sua entità dipende dalla liquidità, vale a dire dalla quantità di ordini limite presenti nel book. Più ordini limite ci sono nel book, maggiore è la liquidità e minore è lo slippage.
Vediamo anche un esempio concreto. Useremo lo stesso book di prima, ma questa volta ci concentreremo sulla liquidità in vendita, perché vogliamo acquistare Bitcoin.
Il book mostrava un totale di 64.4331 BTC disponibili al prezzo di 36.606,5 $. Al prezzo di mercato di allora, quei 64.4331 BTC valevano circa 2.358.638 $. Ciò significa che, eseguendo un ordine di acquisto a mercato superiore a 2,4 milioni di dollari, faremmo salire il prezzo di Bitcoin di 50 centesimi. Questo fenomeno si chiama slippage: il prezzo di Bitcoin cambia in base alla dimensione del nostro ordine.

La buona notizia è che lo slippage è di solito un problema solo per le balene crypto, che dispongono di milioni di dollari.
In sintesi
Conoscere tutti i costi, le commissioni e gli oneri legati al trading di criptovalute è fondamentale. Commissioni elevate possono erodere rapidamente i profitti, mentre passare a un exchange di criptovalute più conveniente può aumentare la redditività dei trader.
Le commissioni più importanti sono sicuramente quelle applicate al trading spot e futures, che si pagano quando si apre e si chiude una posizione. Inoltre, chi fa day trading sulle criptovalute dovrebbe scegliere un exchange con spread ridotti e buona liquidità, così da poter aprire e chiudere operazioni senza influenzare il mercato.
Gli exchange di criptovalute che consigliamo e che soddisfano tutti questi requisiti sono MEXC e OKX. Sono piattaforme avanzate per il trading di derivati, con commissioni basse e liquidità elevata.
MEXC applica commissioni di trading molto basse. Sui futures, le commissioni sono pari a 0% per i maker e a 0.02% per i taker.
OKX, invece, offre la liquidità più elevata, garantendo un’esecuzione impeccabile degli ordini di grandi dimensioni.






